"Da Red Cola a Champagne Rosso"

Vi ricordate dell'operazione anni settanta con la quale si invase il mercato Americano con milioni di bottiglie di lambrusco al grido di Red Cola ? Ebbene quell'operazione oggi fà si che per il consumatore americano il nostro vino sia ancora soltanto quel vino. Convincerlo del contrario non sarà semplice, anzi sarà un'impresa titanica, perché non c'è niente di più difficile che togliere un'etichetta consolidata e sedimentata nella testa del consumatore. Occorrerà per quel mercato tanto tempo, tanta qualità e forse neppure queste due cose basteranno.

Eppure prima di queste operazioni il nostro vino era comunque famoso e occupava un posto di riguardo nel panorama nazionale e anche internazionale.

Fortunatamente segnali importanti ci dicono che qualcosa di positivo si stà profilando. E' già in atto infatti un accostarsi a questo vino con un interesse diverso, più competente.

Infatti importanti Sommeliers d'oltralpe hanno rivelato un attenzione nuova e qualificata. A Parigi sappiamo esistere diversi eccellenti ristoranti nei quali viene servito come prestigioso aperitivo il lambrusco. Non stiamo parlando di un giovane rosso Francese ma di Lambrusco,reputato degno di competere a livelli d'eccellenza, ovviamente sul campo delle scelte personali di singoli responsabili. Questo fatto ci rivela un interesse competente che denota un risveglio verso questa tipologia da parte di figure professionali autorevoli, pronte più di altre a cogliere, magari per necessità, gli aspetti di crescita qualitativa e organolettica di questo vino o ancora la sua abbinabilità a piatti di vecchia o "novelle cucine"che trovano proprio in esso il partner ideale.

Questo fenomeno di rivalutazione è tale da lasciare presagire sviluppi anche clamorosi nei prossimi tempi tra gli intenditori appassionati di casa nostra, i quali sono sicuro, sapranno cogliere la preziosa versatilità di questo vino nelle sue diverse tipologie ed etichette .

Questo lavoro in un certo senso è la riprova di quanto detto perché durante la ricerca coinvolgente, delle realtà produttive sul territorio, abbiamo notato quanto si stia facendo sul versante della riscoperta della qualità al punto che per alcuni si può parlare di avvicinamento a livelli d'alto profilo davvero straordinari.

Pertanto non deve stupire che intenditori qualificati si stiano accostando a questo vino. Infatti ci sono realtà aziendali che sempre più numerose stanno coniugando tradizione con nobilissime tecniche di presa di spuma quali il metodo Champenois. Esistono lambruschi che stanno sui lieviti mesi per poi una volta in bottiglia essere girati sulle "puprites" ad attendere il degorgement . Tecniche raffinate d'oltralpe che qui si devono chiamare obbligatoriamente, Metodo Classico a riprova che esiste una nobiltà di questo vino talmente prestigiosa da ergersi a nuova frontiera per gli spumanti-frizzanti rossi. Questi lambruschi all'assaggio risultano entusiasmanti. Le caratteristiche organolettiche pazientemente esaltate dalle lunghe permanenze a contatto con i lieviti ci consegnano vini dai colori brillanti, equilibrati, dal perlage fine e persistente, dai profumi delicati ma persistenti straordinari al palato, imperdibili.

Trovare e bere un buon lambrusco non è così difficile. Noi abbiamo cercato di proporne diversi e qualificati titoli. Tutti testati, con l'unica ambizione di offrire quello che noi riteniamo essere il meglio. Ognuno secondo la propria categoria sia di lavorazione che di prezzo. Infatti ce n'è per tutti i gusti ed esigenze. C'è però un filo conduttore tra di essi, ossia la garanzia che comunque abbiamo selezionato produttori seri ed appassionati.

Il nostro lavoro di ricerca come detto non si esaurisce certo qui. Le aziende produttrici sono infinitamente di più di quelle presentate. Siamo pertanto perfettamente consapevoli che numerose altre realtà, purtroppo non ancora visitate, potranno contribuire in futuro ad ampliare le conoscenze più approfondite possibili su questo vino.

Ora che si cerca di realizzare già in campagna quello che sarà il risultato finale e si è intrapresa la strada di vigneti costruiti secondo logiche di bassa produzione per pianta e quindi alto numero di piante per ettaro, fermo restando i quantitativi massimi di produzione previsti dai disciplinari, i frutti qualitativi stanno arrivando copiosi, e si traducono in livelli notevoli del vino ricavato.

Adesso si apre davvero un epoca grazie alla quale è possibile ricollocare al ruolo che gli compete questo vino che tra l'altro gode di una modernità incontestabile.

Infatti se è vero che il gusto generale si è spostato verso i vitigni e i vini fatti con essi, cosiddetti internazionali, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Syrah, è anche vero che l'omologazione del gusto in atto è talmente massiccia che già adesso si comincia ad assistere ad una maggiore attenzione a vini con connotati più originali e di facile accostabilità culinaria tra i quali come abbiamo detto, ai primissimi posti vi è senz'altro il lambrusco.

E anche se il dispiegare da parte della grande distribuzione nei suoi scaffali di grandi quantità di questo vino, ne ha accentuato il divario rendendo meno riconoscibile il ricollocamento dello stesso a livelli più alti di considerazione, possiamo notare spinte di segno opposto quando vediamo realtà enologiche anche importanti, impegnare grandi sforzi nell'alzare sia la qualità che l'immagine del prodotto, ottenendo per altro subito risposte positive dai consumatori più esigenti ma anche dal pubblico più in generale.

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