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v Cantina Vittorio Graziano
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Quando decisi di far visita a Graziano dopo aver letto le tante e qualificate recensioni sulla sua attività e i lusinghieri apprezzamenti sui risultati conseguiti,confesso avevo un po’ di timore.Questo personaggio,così controcorrente rispetto le scelte dominanti in campo vitivinicolo,mi appariva avvolto da un alone di stimolante mistero e mi risultava difficile un approccio convenzionale. L’incontro non tradì le mie aspettative . Arrivai per la stretta stradina sui colli di Castelvetro che conduce alla sua cantina,lui era lì,attorno ad un vecchio vaso pieno di terra e sabbia dal quale estraeva con delicatezza e soddisfazione piccole talee di vite che seppi poi essere di vitigni antichi, destinati probabilmente all’estinzione. Graziano è fatto così,il suo vino deve poter ripercorrere antiche fragranze ,antiche sapienze oggi dimenticate oppure tralasciate per far spazio al tutto e subito. La botte torna protagonista,anche per il lambrusco così strutturato di questi colli,e lo fa con discrezione,prima che lo stesso,posto in bottiglia,termini la fase rifermentativa,con la presa di spuma,in modo assolutamente naturale. Semplicità , riscoperta delle vecchie tradizioni , coraggio e competenza,sono in sintesi gli attributi di questo vignaiolo che vinifica .Vengono fuori da queste scelte vini unici,straordinari. Vanno da un Grasparossa raffinato e ben strutturato,ad uno più ruspante ma sincero e profumato. Poi un gioiello che ci da le dimensioni della abilità di questo appassionato. Si tratta di un vino che sfrutta appieno un ambiente territoriale ideale per osare la coltivazione di uve di grande spessore,quali il Merlot,il Sangiovese,il Malbo gentile le quali sono unite a uve locali di difficile e non certa identificazione. Il”Sassoscuro” affinato successivamente e lungamente in botte arriva al bicchiere,grande,per sprigionare tutto il suo fine bouquet. Graziano mi ha accolto con grande disponibilità senza enfasi ma con semplicità. Abbiamo parlato delle sue scelte e del suo originalissimo,oggi,modo di interpretare questo mestiere che,a dire la verità,sembra appartenergli per elezione,vista la passione e l’amore con cui ci si dedica. Anno di fondazione: 1982 La struttura: azienda privata a conduzione diretta. Filosofia dell'azienda: Scoprire e realizzare il potenziale del territorio, includendo in esso lo studio e l’osservazione del clima,del terreno,i vitigni e la cultura storica della tradizione enologica locale . Ancora una dedizione totale alla qualità e alla salubrità dei prodotti. Cenni storici: Graziano inizia l’attività nel 1982 attuando una scelta orientata al recupero di un vivere più legato a ritmi e tempi dettati dalla terra e dalla sapienza contadina. Terreno: I sette ettari di proprietà coincidono con un appezzamento che,denominato “Fontana dei Boschi”,richiama una preesistente zona boschiva . Poco fertile,mediamente argilloso,talvolta ciottoloso,ha giacitura collinare dolce ed esposizione reale est-sud-est. Per rispetto del concetto che ha Graziano di terreno vogliamo parlare anche del microclima: area soleggiata,ben ventilata, tendenzialmente più calda e asciutta rispetto a quelle circostanti; della concimazione: scarsissima, solo in caso di verificata carenza ,mai chimica, ma organico-minerale; della irrigazione: “se piove”; e infine della difesa fitosanitaria: improntata al massimo rispetto ambientale ed è controllata da organismi ufficialmente abilitati. Bottiglie di lambrusco prodotte: 24.000 Curiosita: da par suo Graziano dà preziosi consigli sul “come si bevono”i suoi vini … …“come meglio credete”… …Salute. |
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