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v Cantina Reggiana
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A Borzano d’Albinea,sulle prime propaggini dell’appennino reggiano,si incontra questa realtà enologica privata che negli ultimi anni sta diventando una delle aziende più intraprendenti e avanzate di tutto il comprensorio del Lambrusco. Posta com’è in una zona dalle straordinarie caratteristiche ambientali,in grado di garantire il massimo per la viticoltura,essa ha potuto valorizzare queste prerogative operando in primo luogo già in campagna con un attenta selezione di vitigni e delle loro tecniche di coltivazione. Quando siamo arrivati presso la cantina,abbiamo avvertito subito un atmosfera di grande laboriosità e entusiasmo ma soprattutto un clima di unità di intenti tra i soci che cercano con efficacissima semplicità di fare vino secondo criteri certamente condivisibili: alta qualità,biologicità,tecniche avanzate e molteplicità delle vinificazioni. I rapporti umani con le persone che operano al suo interno rivelano grande disponibilità e saggezza,attributi che hanno origini lontane e che qui si uniscono ad un modo di concepire il difficile iter dalla vite alla bottiglia come una avventura unica e appassionante. Il giovane enologo Fabio ci guida, all’interno dell’azienda,alla conoscenza delle modernissime attrezzature,le quali vengono utilizzate per ottenere sempre il meglio da una materia prima di per se già eccellente. Poi abbiamo avuto la possibilità di incamminarci lungo i filari di vite che si dipartono dalla cantina salendo gradualmente verso le prime colline. E’ uno spettacolo unico, le viti non molto alte si allineano ordinate su un gradevole sfondo paesaggistico,con ottima esposizione;le foglie sane e pulite ci dicono che qui non si trascura l’attenzione alla salute del consumatore finale,infatti abbiamo saputo si utilizzano sistemi di irrorazione contro gli attacchi di malattie crittogamiche e parassitarie,molto rispettosi dell’ambiente . Ci sentiamo rinfrancati dalla scoperta che “la nostra uva non deve risultare sporca” come ci viene detto,cosa del resto che siamo stati in grado di verificare,con soddisfazione,personalmente. La cantina fa parte del consorzio dei colli di Scandiano e di Canossa e propone tre lambruschi secchi o semi secchi molto interessanti,unitamente a un vino dolce prodotto col Malbo Gentile,gradevolissimo. Merita grande attenzione e simpatia questa realtà vinicola per il grande sforzo appassionato,ripagato abbondantemente dalle sue ottime etichette. Anno di fondazione: nr La struttura: Il termine giusto sarebbe familiare e basta. Infatti non fosse per le avanzate attrezzature, la cooperazione e i ritmi di lavorazione appaiono paragonabili a febbrili operazioni di casalinghe intente a produrre a proprio uso e consumo il prezioso vino. Forse per questo si ha l’impressione di essere a casa propria quando si ha l’opportunità di arrivare presso l’azienda. Filosofia dell'azienda: trasformare l’antica saggezza contadina in uno straordinario e moderno progetto aziendale. Operazione tutt’altro che facile,ma che qui sembra riuscire perché l’obiettivo, al di là di ogni scelta tecnologica,è sempre quello di ottenere lambruschi prima di tutto sottoposti ad un giudizio severissimo; quello che gli stessi responsabili di questa cantina sono in grado di dare, ponendo come termine di paragone la propria rigorosa memoria della tradizione. Cenni storici: A quanto ci risulta,la cantina si è formata negli ultimi anni grazie al convergere di abilità lavorative complementari delle famiglie associate . Bottiglie prodotte nr Terreno: medio impasto argilloso con presenza di macroelementi che garantiscono buon drenaggio. Posto ad un’altitudine precollinare intorno ai 150 m Bottiglie di lambrusco prodotte: Curiosita: la cantina produce anche ottimo mosto cotto di uva trebbiano per aceto balsamico e per fare ciò si è dotata di ampie vasche in acciaio inox,munite di speciali pale semoventi,per mescolare lo stesso durante le delicate fasi della cottura. |
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